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Il periodo romano


Molti scrivono dell’antica via Aemilia Scauri che il censore Marco Emilio Scauro avrebbe tracciato, nel 109 a.C., per collegare Tortona con Vado Ligure attraverso la Val Bormida di Cairo Montenotte.  Ma dubito che tale strada romana fosse realizzata nella nostra vallata. Infatti ancora nell’anno 43 a.C. il proconsole della Gallia Cisalpina (attuale pianura padana) Decimo Giunio Bruto Albino, comunicando per lettera (l’epistola XIII) al senatore Marco Cicerone, parla di percorso impraticabile: “prima di giungere a Vado...desidero che questa località (locum) [non la chiama ancora porto!] ti sia nota.  E' situata fra gli Appennini e le Alpi ed è molto difficilmente accessibile (impeditissimus ad iter faciendum).

Bisognerà aspettare Augusto per avere una vera strada romana: la Via Iulia Augusta. Questa venne costruita verso l'anno 13 a. C.  Partiva da Piacenza, e passando per Tortona, Acqui, la Val Bormida di Spigno, arrivava al porto di Vado Ligure, per poi continuare nella riviera di ponente sino ad Arles (al fiume Rodano) in Francia. 

Su questa strada vi erano delle stazioni di sosta ad intervalli regolari. 

  • Una carta stradale romana, l'Itinerarium provinciarum Anto(ni)ni Augusti, (del tempo quindi dell'imperatore Antonino Caracalla che aveva regnato dall’anno 211 all’anno 217), riporta che a 12 miglia romane (17 km. e 78 m.) dal porto di Vado Ligure era situata la stazione stradale di “Canalico”.

 

Cartina romana

 

  • Un'altra cartina stradale romana, la Tabula Peutingeriana, (il cui archetipo risale tra il 293 ed il 305) riporta, ancora 12 miglia romane dal porto di Vado (Vadis Sobates) la stazione di sosta di “Calanico”:


Lo storico cairese Ettore Zunino, (nel suo libro Cairo e le sue vicende nei secoli, Cairo Montenotte, Arti Grafiche 1929, pag. 15-17),  scrive che si è preso la briga di misurare dal porto di Vado le 12 miglia romane, su per la Val Quazzola, (dove si trovano i ponti romani della Via Iulia Augusta), giungendo alla località detta Chiappe di Altare. Qui, secondo lui, (avendo percorso le 12 miglia), si dovrebbe situare la stazione stradale romana di Canalicum/Calanicum. 

E' verosimile che dopo un' erta salita, come quella da Vado al giogo di Altare, ci fosse una stazione per riposare uomini ed animali. 

Poi la strada romana, (la via Iulia Augusta), continuava verso "Ferrania, donde , seguendo la destra della Bormida, per Bragno, la Mazzucca, Rian der Quae, il Boglio e Santa Caterina, raggiungeva Rocchetta e poi, più lontana, Crixia ".

Ad Altare l’unico reperto romano per ora conosciuto è un muro di mattoni romani di sostegno alla Via Iulia Augusta, sull’argine destro del fiume Bormida situato tra il ponte della Volta ed i Baraccamenti di Ferrania (sulla sponda destra).


Manufatti romani trovati a Cairo Montenotte.

  •  Dove oggi sorge il Santuario della Madonna delle Grazie sono stati ritrovati, durante diversi scavi archeologici, vari manufatti d’epoca romana. In breve si tratta dei resti di un’antica villa-fattoria d’epoca tardo imperiale.

  • Per quanto riguarda l’iscrizione romana collocata nell'atrio del Comune di Cairo, questa è un’iscrizione votiva (non funeraria), in arenaria sbrecciata, trovata, dal Prof. Lionello Oliveri di Carcare, murata in una cascina situata tra Piana Crixia (SV) e Cortemilia (CN).  Essa riporta la scritta:

  o  P. LAEVIVS

  o  FLA'VIVS

  o  CLEMENS

  o  MIL. LEG

  o  XV APOL (inaris )

  o  M.V.S.L.  ( Memor. Votum. Solvit. Laetus. ).


Si tratterebbe di un ex voto di un militare della legione romana XV Apollinaris, che secondo Tacito (55 - 120) era una delle 3 legioni di Augusto (27 a. C.- 14 d .C.) stanziate in Pannonia (Ungheria attuale);
poi di Tiberio (14-37),   sempre  in  “  "
di Caligola  (37-41), "
di Claudio  (41-54),  "
di Nerone  (54-68),  "

Nel 63 la legione romana XV Apollinaris lascia la Pannonia con Cneo Domizio Corbulone per trasferirsi  nell'Armenia Maior (contro i Parti).

Nel 66 è trasferita da Nerone (durante il suo viaggio in Grecia) ad Alessandria d'Egitto.

Nella primavera del 67 passa in Giudea sotto il generale Flavio Vespasiano, che aveva come "Legatus quaestorius" il figlio Flavio Tito.

All'inizio del 70 passa sotto la diretta direzione di Flavio Tito nell'assedio di Gerusalemme (dal 29/8/70 al 29/9/70).
L' 1/7/71 si celebra a Roma il trionfo di Tito sui Giudei (de Judeis) alla presenza di alcuni soldati vittoriosi della XV Apollinaris.

Poi la legione torna sul Danubio.

Nel 117 riparte per l'Oriente con Traiano ed ivi rimase.

In conclusione il nostro legionario romano, Levio Flavio Clemente, potrebbe aver svolto il suo servizio militare nella XV Apollinaris dal tempo dell’imperatore Augusto a Traiano.  Ma probabilmente il suo nome Flavio ci potrebbe suggerire che, forse, fu in Giudea con i generali Flavio Vespasiano e suo figlio Tito, partecipando alla distruzione di Gerusalemme.

  • Nell'atrio del Comune di Cairo Montenotte si può ammirare anche una lapide in arenaria con iscrizione funeraria, scoperta in Via Alfieri  a Cairo Montenotte nel 1892, recante l’iscrizione:

 o  L(ucius ) ENNIV(s )  [Lucio Ennio  e Fausto]

 o  L(uci )  L(iberus )  [liberto ossia schiavo liberato

 o  FAVST(us ) o (inus )  da Lucio].

 

  • Sempre nell'atrio del Comune di Cairo Montenotte è esposto un busto marmoreo trovato, dal Prof. Federico Patetta, murato nella Chiesa di S. Margherita. Questa chiesetta si trova sulla strada che da S. Donato (oggi Madonna delle Grazie) di Cairo Montenotte sale alla località Mule di Cosseria.

 

Si tratta del frammento di un monumento funerario di un militare, probabilmente un centurione, che porta la lorica, ossia una corazza, con sopra raffigurata la Medusa.

Ha una medaglia nella mano sinistra, una collana (torques) al collo, e sul capo una corona (forse d'alloro). La testa è però staccata dal busto in quanto probabilmente era giunto già scolpito, mentre il capo veniva eseguita sul posto, per meglio modellare il viso del defunto o del committente.


Non doveva trattarsi della raffigurazione di una sola persona perché, alla sua sinistra, si intravede un'altra figura (la moglie oppure un altro militare) al suo fianco.



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