Il 1° documento che cita Cario (in latino medievale) risale all’anno 991.
Cario è lo stesso nome medievale di Chieri (TO). La radice “car” è una radice dell'antica lingua ligure, che significa roccia. Essa è presente anche nel nome Carcare, Calizzano (car cian come pianoro pietroso), Caristum, Cartosio ecc.
Inoltre è simile alla parola basca “carri” che significa pietra, ed alle parole bretoni “carn” e “cairn” che significano rispettivamente mucchio di pietre e tumulo megalitico di pietre risalente al neolitico.
Il nome Cario compare in documenti ufficiali dell’imperatore (diplomi imperiali) redatti nel 998, nel 999 e nel 1014.
| Il castello di Cairo distrutto |
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Con decreto del Re d’Italia Vittorio Emanuele II, dato in Torino l’8 aprile 1863, venne autorizzato il Comune di Cairo ad assumere la denominazione di “Cairo Montenotte”, a ricordo della battaglia dell’undici e dodici aprile 1796.
Con decreto del Capo del Governo dato in Roma il 25 agosto 1941 “il Comune di Cairo Montenotte... è riconosciuto di notevole importanza industriale”.
Con decreto del Presidente della Repubblica dato in Roma il 7 gennaio 1956 “è concesso al Comune di Cairo Montenotte il titolo di città”.
Dai primi anni di questo secolo inizia un fenomeno di progressiva industrializzazione, che ha le sue premesse nella costruzione della ferrovia e della funivia. La funivia soprattutto trasforma Cairo nel retroterra portuale di Savona e rende interessanti ed appettibili i terreni ad essa circostanti per attività industriali.
Gli anni trenta furono il momento più intenso sviluppo, quando vennero costruiti gli stabilimenti più importanti. In questo stesso periodo aumenta rapidamente la popolazione residente che nel giro di vent’anni passa da poco meno di seimila unità ad oltre dodicimila.
Si tratta di una mutazione decisiva. Cairo, da centro agricolo, diventa un grande polo industriale, fra i più importanti della Provincia di Savona e della stessa Regione Liguria. Un ruolo che mantiene tuttora anche dopo la crisi della grande industria.
Fra le due guerre, Cairo fu sede di un campo d’aviazione in località Vesima, che durante la seconda guerra mondiale fu trasformato in campo di concentramento per prigionieri greci e slavi.
Il dopoguerra è stato un periodo di grande sviluppo per Cairo, soprattutto urbanistico. La popolazione in costante aumento fino al 1981, quando raggiunse i 14.400 abitanti, ha subito una battuta di arresto mantenendosi stabile oltre le 13.000 unità.
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