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Comune di Cairo Montenotte (SV) Corso Italia 45      telefono 019 507071      fax 01950707400      P.IVA 00334690096

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Il periodo medievale


Il 1° documento che cita Cario (in latino medievale) risale all’anno 991.

Cario è lo stesso nome medievale di Chieri (TO).  La radice “car” è una radice  dell'antica lingua ligure, che significa roccia. Essa è presente anche nel nome Carcare, Calizzano (car cian come pianoro pietroso), Caristum, Cartosio ecc. 

Inoltre è simile alla parola basca “carri” che significa pietra, ed alle parole bretoni “carn” e “cairn” che significano rispettivamente mucchio di pietre e tumulo megalitico di pietre risalente al neolitico.

Il nome Cario compare in documenti ufficiali dell’imperatore (diplomi imperiali) redatti nel 998, nel 999  e nel 1014. 

  • L’8 maggio 1080 gli uomini di Cairo (homines de Cario) firmano una convenzione con gli abitanti di Savona alla presenza di Amico, vescovo di Savona. Tale patto di amicizia viene rinnovato nel 1120, 1188, e nel 1194. Consisteva nel permesso di pascolo senza pagare la tassa (sine scadico et pascatico) nei boschi situati dal giogo di Altare sino alla costa savonese (a jugo usque ad mare).
  • Il 28 dicembre 1097, “in loco qui nominatur Cayro”, il marchese aleramico Bonifacio, con il nipote Enrico, fanno una donazione importante alla Chiesa dei Canonici di Ferrania.
    • Bonifacio marchese (che in vita mai ha portato il titolo Del Vasto) è un pronipote del franco (salico) Aleramo; ed ha avuto come madre una Berta figlia del marchese di Torino (Susa).  Ha fatto tale donazione alla Chiesa di Ferrania per farsi perdonare dal Papa per non essere partito alla 1a crociata. Bonifacio era allora in guerra contro il conte di Savoia per acquisire l’eredità materna.
    • Il nipote Enrico (figlio di Manfredo, defunto fratello di Bonifacio) si trasferirà, poi, in Sicilia dove la sorella Adelaide  sposerà il normanno Ruggero I d’Altavilla, dandogli come figlio Ruggero II, il Gran Conte. Divenuta vedova sarà in seguito regina di Gerusalemme.
  • Il 2 agosto 1112 Bonifacio marchese fa un’altra donazione, (che per alcuni studiosi è un falso), alla Canonica di Ferrania tra cui un terreno (in loco et fundo Charii prope castrum) vicino al castrum di Cairo (un luogo fortificato, non necessariamente un castello).
  • Si parla del castrum di Cairo in un documento autentico del 20 febbraio 1141. Qui il Papa Innocenzo II prende sotto la protezione della Santa Sede i beni dell’Abbazia Benedettina di S. Eugenio dell’isola di Bergeggi, citando espressamente “la chiesa del Beato Donato situata presso il castello (castrum) di Cairo”. 
    • L’imperatore Federico I Barbarossa il 10 giugno 1162, [vedi Moriondo Giovanni Battista, Monumenta Aquensia, Torino,Tipografia Regia, 1789/1790, vol. 2 (ristampa anastatica, Bologna, ed. Forni, 1967), 330, n.70], concede l’investitura ad Enrico I il Guercio del nuovo marchesato detto per la prima volta “Marca di Savona”.
  • Nell’anno 1179 Enrico I il Guercio, (figlio del Bonifacio marchese e primo marchese della “Marca di Savona”) rinuncia ai pedaggi che faceva pagare in Savona agli abitanti di Cairo, Cosseria, Bugile, Carcare, Dego ed Altare.
  • Nello stesso anno Enrico I il Guercio, marchese di Savona, nell’atto di fondazione dell’ospedale dei Fornelli (presso Pallare), dona la metà del mulino di Cairo.
  • Nell’anno 1190 il figlio di Enrico I il Guercio, Ottone I (de Carretto marchionem Savonae), il primo marchese di Savona che si fa chiamare “Del Carretto”, cede definitivamente (ad perpetuum) il mulino di Cairo all’ospedale dei Fornelli con annessi diritti di prelevare acqua dal Bormida (molendinum suum de Cario et totum ripaticum curie Carii et quod possit in ipsa acqua faceret quotquot molendinum voluerit), eccetto i diritti della Chiesa di S. Lorenzo di Cairo (salvo iure Ecclesiae sancti Laurentii de Cario).
  • La leggenda racconta che nel 1213 San Francesco d’Assisi transitasse per il borgo valbormidese, ma purtroppo non esiste alcun documento che riferisca di questo passaggio del poverello durante il suo viaggio per la Spagna. Mancano pure i documenti per datare in questo tempo l’edificazione del Convento Francescano in località Ville di Cairo.
  • A Genova il 5 luglio 1214 Ottone I Del Carretto, (cittadino di Genova), (civis Januae), col figlio Ugo, vende al Comune di Genova il castello di Cairo con pertinenze, cioè Carretto, Vigneroli.
    Nel castello di Cairo il 16 luglio 1214 i consoli del Comune di Genova danno al marchese Ottone I Del Carretto ed a Ugo suo figlio, l’investitura feudale di Cairo, Carretto, Vigneroli, e metà di Carcare. 
  • A partire da tale data il feudo di Cairo rimane sottomesso al comune di Genova.
  • In data 5 novembre 1235 registriamo l’acquisto del castello di Rocchetta Cairo, ceduto dagli Ospedalieri di San Giovanni (poi Cavalieri di Malta), al marchese Ottone I Del Carretto. 
  • Il 6 dicembre 1235 Ottone I Del Carretto concede agli abitanti di Cairo di fare testamento (testari? libere) a favore degli eredi diretti (figli, fratelli, genitori), purché diano la terza parte al marchese dei beni mobili ed immobili; permette loro di poter pascolare nelle sue terre senza pagare l’affitto (pasturare et allevare in Valdo Marchionis sine  fictu); permette loro di donare e vendere le loro case e possedimenti situati nel borgo di Cairo (in Burgo Carii). Inoltre (item homines Carii possint...constituere banna et...ordinamenta ad eorum voluntatem ad Ecclesiam Carii): è l’inizio dei privilegi per i cairesi.
  • Il feudo di Cairo resta nelle mani della famiglia Del Carretto fino al 1322, quando lo vendono al loro lontano cugino aleramico Manfredo IV, marchese di Saluzzo.
  • Il 17 agosto 1323 questi conferma i privilegi concessi precedentemente dai Del Carretto ai Cairesi...
  • Manfredo IV, marchese di Saluzzo, 15 anni dopo, cede Cairo (con l’atto di vendita del 7 ed 8 febbraio 1337), ai fratelli Scarampi, ricchi banchieri e commercianti di  Asti.
  • I fratelli Scarampi continuano a ricevere dal Comune di  Genova l’investitura feudale di Cairo fino al 5 aprile 1419. 
  • Poi, in data 9 luglio 1419, la ricevono da Gian Giacomo marchese del Monferrato, (che ha sconfitto Genova), e che ora è padrone di Cairo.
  • Agli inizi del ’400 subentra un periodo di forte instabilità politica con guerre e saccheggi. Sotto il controllo del marchesato del Monferrato e del ducato di Milano, il territorio cairese viene coinvolto e sconvolto dalle guerre fra le truppe imperiali e quelle francesi fino alla pace di Chateau-Chambresis del 1599.
  • Zunino Ettore, Cairo, Cairo..., pag. 141, nota 1: "Fino a pochi anni addietro, nella cappella di N. S. del Bosco [a Cairo Montenotte], sotto un dipinto che voleva riprodurre la scena dell'assedio, si leggeva la seguente iscrizione: Anno 1625 die 2 Julii Gallorum et Allobrorum [ossia francesi e Savoiardi] exercitus - oppidum Carii obsidet oppugnat - vi capit tormenti muralis 144 ictibus explosis-victores multo depopulantur postero autem die-liberatis oppidanis Virgine intercedente - recedunt". Era successo che verso la fine di giugno 1625 Carlo Emanuele I si ritirava lungo la Valle Bormida, e giunto a Spigno mandava il figlio Vittorio Amedeo I, ed il generale De-Crequì, ad occupare Cairo, difeso da circa 400  fanti  napoletani.  Il 2 luglio Vittorio Amedeo, posti i suoi pezzi di batteria tra S. Caterina e l'erta del Buglio, sparò 144 colpi contro il castello ed il borgo fortificato di Cairo. Le truppe napoletane si ritirarono verso Finale Ligure ed il borgo fu saccheggiato.
  • Il 5 ottobre 1735 abbiamo i Preliminari del Trattato di Vienna, solo ... di  Cairo passano sotto casa Savoia. L’ultimo quarto di  Cairo sarà dato ai Savoia il 30 agosto 1736 con la pace di Vienna.
  • Il 12 aprile 1796 si combatte a Montenotte. E’ la prima vittoria del giovane generale francese Napoleone Bonaparte.  [Vedi Cairo ai tempi di napoleone].
  • Nei diciotto anni di dominio francese, sotto l’illuminata direzione del prefetto francese Chabrol de Volvic, il vasto dipartimento che comprende Savona, Asti ed Acqui si chiamerà Dipartimento di Montenotte. 
  • Il 19 marzo 1814, finita l’avventura napoleonica, papa Pio VII° transiterà per la città di Cairo. Lo stesso anno questi territori ritornarono sotto il dominio dello Stato dei Savoia.

 

castello Il castello di Cairo distrutto


Con decreto del Re d’Italia Vittorio Emanuele II, dato in Torino l’8 aprile 1863, venne autorizzato il Comune di Cairo ad assumere la denominazione di “Cairo Montenotte”, a ricordo della battaglia dell’undici e dodici aprile 1796.

Con decreto del Capo del Governo dato in Roma il 25 agosto 1941 “il Comune di Cairo Montenotte... è riconosciuto di notevole importanza industriale”.
 
Con decreto del Presidente della Repubblica dato in Roma il 7 gennaio 1956 “è concesso al Comune di Cairo Montenotte il titolo di città”.

Dai primi anni di questo secolo inizia un fenomeno di progressiva industrializzazione, che ha le sue premesse nella costruzione della ferrovia e della funivia. La funivia soprattutto trasforma Cairo nel retroterra portuale di Savona e rende interessanti ed appettibili i terreni ad essa circostanti per attività industriali. 

Gli anni trenta furono il momento più intenso sviluppo, quando vennero costruiti gli stabilimenti più importanti. In questo stesso periodo aumenta rapidamente la popolazione residente che nel giro di vent’anni passa da poco meno di  seimila unità ad oltre dodicimila. 

Si tratta di una mutazione decisiva. Cairo, da centro agricolo, diventa un grande polo industriale, fra i più importanti della Provincia di Savona e della stessa Regione Liguria. Un ruolo che mantiene tuttora anche dopo la crisi della grande industria.

Fra le due guerre, Cairo fu sede di un campo d’aviazione in località Vesima, che durante la seconda guerra mondiale fu trasformato in campo di concentramento per prigionieri greci e slavi. 

Il dopoguerra è stato un periodo di  grande sviluppo per Cairo, soprattutto urbanistico. La popolazione in costante aumento fino al 1981, quando raggiunse i 14.400 abitanti, ha subito una battuta di arresto mantenendosi stabile oltre le 13.000 unità.



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