Il Risorgimento è il periodo storico che comprende una serie di avvenimenti politici, ideologici e militari attraverso i quali gli Italiani si liberarono della dominazione austriaca e conseguirono l'unità e l'indipendenza del Paese. Esso fu reso possibile dalla diffusione in tutta Europa dei principi della Rivoluzione Francese e si realizzò attraverso società segrete, moti rivoluzionari, guerre e il sacrificio di molti uomini che dedicarono la propria esistenza alla lotta per la libertà della patria.
Questa libertà si realizza concretamente attraverso il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali dell'uomo: il diritto a vivere in una nazione indipendente, il diritto di esprimere e di professare le proprie idee, di organizzarsi e di riunirsi pubblicamente, il diritto di tutti a essere considerati uguali davanti alla legge.
I gruppi liberali e i sostenitori dei movimenti nazionali erano costretti dalla soppressione della libertà di stampa e di associazione a organizzarsi clandestinamente. Le più importanti società segrete in Italia furono la Carboneria e la Giovane Italia che dettero vita a molti moti i quali fallirono, ma contribuirono a diffondere le idee di libertà.
Il Risorgimento comprende anche le tre guerre di Indipendenza; per molti storici esso si conclude nel 1.870 con la conquista di Roma, per altri il 1° conflitto mondiale è l'avvenimento che chiude la fase rinascimentale e ottocentesca, dando inizio ad una nuova età: il secolo breve.
G.C.Abba nacque nel 1838 a Cairo; frequentò la scuola degli Scolopi di Carcare, a quel tempo rinomato collegio fondato da San Giuseppe Calasanzio. Fu in questo ambiente di studi che egli formò la sua cultura e insieme i suoi ideali patriottici.
Il 5 maggio 1860 partiva da Quarto con i volontari garibaldini per l'impresa dei Afille e, dagli appunti presi durante il viaggio e sui campi di battaglia della Sicilia, nacque l'opera che lo rese celebre in tutta Italia "Da Quarto al Volturno".
Ai suoi ideali egli rimase fedele tutta la vita e infatti nelle opere successive sono presenti i ricordi e le lotte per l'unità d'Italia unitamente all'ammirazione per i princìpi della Rivoluzione francese e per Napoleone.
Insegnante prima e preside poi, visse la seconda parte della sua vita a Brescia. Fu oratore ufficiale per le solennità patriottiche in tutta Italia e commemorò Garibaldi in Campidoglio al cospetto del re.
Morì nel 1910 a Brescia, ma i funerali, alla presenza di una grande folla, si svolsero a Cairo.
La sua salma, avvolta nella bandiera tricolore, fu sepolta nel cimitero della nostra città in una tomba ricoperta da una semplice pietra di granito.
Forse molti di noi non hanno mai prestato attenzione a una lapide posta sotto l'arco di porta Soprana che ricorda i ragazzi che combatterono con Garibaldi a S. Antonio del Salto, in Uruguay, l'8 febbraio 1846.
Nel 1947, il vice Sindaco Cornelio Anselmi fece collocare la lapide che riportava tutti i nomi dei militari Cairesi che parteciparono a quel combattimento. La legione Italiana, composta da 650 unità, era costituita in prevalenza (la operai, agricoltori e "mercanti" con "pochi antichi ufficiali dell'impero" ed era guidata in prevalenza da ufficiali Italiani.
La delibera della Giunta del 18 luglio 1947 dice : ".......un numero notevole di Cairesi ha fatto parte della legione Italiana di Montevideo agli ordini di Giuseppe Garibaldi, combattendo nel 1846 nella guerra di difesa dell'Uruguay contro la Repubblica argentina........"
Nacquero in questo Comune e militarono nella Legione Italiana di Montevideo agli ordini di Giuseppe Garibaldi per la libertà dell'Uruguay.
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Carle Giuseppe |
caporale |
Sattamino Alessandro Servetti Bartolomeo Seghino Policarpo Sicco Giuseppe Stellardi Pietro Viglione Pietro Viola Pietro |
sergente caporale sergente soldato (Rocchetta) sergente caporale (Rocchetta) caporale |
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Caddero combattendo a Sant'Antonio del Salto 18 febbraio 1846: Policarpo Seghino, Domenico Ottonello, Antonio Piovano
fu ferito Alessandro Sattarnino (volgo fuan Leon)
Tutta la documentazione inserita in questa sezione e nella sezione “Cairo e il novecento” è stata tratta dalla pubblicazione “Per le vie di Cairo” realizzata nell’anno scolatisco 2004/2005 dai ragazzi dell’Istituto Secondario di 1° Grado “G.C. Abba” di Cairo.
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