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Le vie intitolate ai personaggi e ai momenti storici del Risorgimento e della 1° guerra mondiale

 

Corso Giuseppe Mazzini

corso mazzini

Uomo politico e patriota, nacque a Genova nel 1805. Affiliato alla Carboneria, fu arrestato, incarcerato a Savona e poi costretto all'esilio durante il quale fondò una nuova società segreta, la Giovane Italia, che si proponeva come fine un'Italia unita, indipendente, libera e repubblicana attraverso moti rivoluzionari. Ebbe molti seguaci, soprattutto tra i giovani, studenti, borghesi, militari aristocratici, ma le rivoluzioni che essi tentarono di provocare fallirono. Rimase fino alla fine della sua vita irriducibilmente avverso ai Savoia e alla monarchia; l'unificazione italiana gli è sicuramente debitrice. Morì nel 1872 a Pisa dove visse gli ultimi anni sotto falso nome.

 

Corso Goffredo Mameli

Patriota, autore dell'inno Fratelli d'italia, l'inno ufficiale della Repubblica italiana, è una delle figure più rappresentative del Risorgimento italiano. Rivoluzionario e mazziniano, prese parte alle manifestazioni liberali di Genova del 1847 e nel 1848, comandò un reparto di trecento giovani volontari genovesi nella 1° guerra di Indipendenza. Al seguito di Garibaldi, fu ferito sul Gianicolo durante la difesa della Repubblica Romana e morì poco dopo a soli 22 anni.

corso mameli 

 

Via Camillo Cavour

via cavour

Nato nel 1810, cadetto della nobile famiglia dei marchesi di Cavour di Chieri, fu ufficiale dell'esercito regio e in seguito, lasciato il servizio, si dedicò agli affari e agli studi di economia e di politica. Molto importanti furono i suoi viaggi a Parigi e a Londra, centri della moderna vita economica. Fu ministro dell'agricoltura, del commercio, delle finanze e presidente del consiglio nel 1852. Applicando i principi del liberalismo, si impegnò a fare del regno sabaudo uno stato moderno in campo economico e finanziario. Si assicurò l'alleanza della Francia nella 2° guerra d'indipendenza contro l'Austria e la sua politica moderata e liberale ne fece uno degli artefici dell'unificazione italiana. Morì nel giugno del 1861, poco dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia.

 

Piazza Giuseppe Garibaldi

Massimo eroe dell'indipendenza italiana, nacque a Nizza nel 1807. Implicato in una congiura mazziniana, riparò in America Latina dove combatté per l'indipendenza di quei Paesi, finché i moti italiani del 1848 lo richiamarono in patria. Quell'anno si batté in Lombardia e nel Trentino e nel 1849 a Roma lottò in difesa della Repubblica fino alla sua caduta. Nel 1859 partecipò alla 2° guerra d'indipendenza con i suoi Cacciatori delle Alpi con i quali batté gli Austriaci a San Fermo. Nel 1860, alla testa dei Mille, sbarcò in Sicilia e in una leggendaria campagna abbatté il dominio borbonico nell'isola e nel Regno di Napoli, che riunì al Regno d'Italia. Nel 1866, durante la guerra con l'Austria, penetrò nel Trentino e vinse a Bezzecca. L'anno seguente fu sconfitto a Mentana dai Francesi. Morì nell'isola di Caprera nel 1882.

piazza garibaldi

 

Via Aurelio Saffi

via saffi

Nacque a Forlì nel 1819. Fu patriota e seguace di Mazzini, prese parte alla fondazione della Repubblica Romana che resse con Mazzini e Armellini fino alla sua caduta nel 1849. Andò poi in esilio a Londra. Dopo l'Unità fu per breve tempo deputato al Parlamento italiano. Negli ultimi anni della sua vita si dedicò agli studi e insegnò all'Università di Bologna. Morì nel 1890.

 

  Via Fratelli Cairoli

I Cairoli furono una famiglia di patrioti, sia il padre Carlo, sia i numerosi fratelli: Benedetto partecipò ai moti del 1848, alla 1°, alla 3° guerra d'indipendenza e alla spedizione dei Mille. Fu poi Presidente del Consiglio della Sinistra; Ernesto cadde nella 2° guerra d'indipendenza; Luigi morì di tifo durante una spedizione in Sicilia; Enrico e Giovanni furono, uno ucciso e l'altro gravemente ferito, a Villa Glori nella difesa di Roma.

via Cairoli

 

Vicolo Goito

vicolo goito

A Goito, in provincia di Mantova, venne combattuta una battaglia nel 1848, durante la 1° guerra di indipendenza, tra i Piemontesi comandati dal re Carlo Alberto e gli Austriaci di Radesky; lo scontro fu vinto dai Piemontesi, ma l'andamento della guerra fu poi sfavorevole ai Savoia che persero ogni territorio conquistato e il confine tornò al Ticino.

 

Via Palestro

In questa località in provincia di Pavia il 31 maggio 1859 si svolse una battaglia risorgimentale: i Franco-Piemontesi, guidati da Napoleone III e da Vittorio Emanuele II, vinsero le truppe Austriache e la vittoria aprì loro le porte di Milano.

via palestro

 

Via Solferino

via solferino

Ricorda una battaglia vinta dai Franco-Piemontesi contro gli Austriaci nel 1859 durante la 2° guerra d'indipendenza. Con la battaglia di Solferino e San Martino, località della zona del Garda, i Piemontesi conquistarono la Lombardia. Fu durante quelle due sanguinose battaglie che nacque la Croce Rossa Internazionale.

 

Vicolo Montebello

Comune della Lombardia in provincia di Pavia, fu teatro di due battaglie: una, svoltasi il 4 giugno 1800 tra Austriaci e Francesi durante la seconda campagna in Italia di Bonaparte, si concluse con la vittoria di questi ultimi; la seconda fu combattuta il 2 maggio 1859 tra Austriaci e Franco-Piemontesi nell'ambito della 2° guerra d'indipendenza e gli sconfitti furono ancora una volta gli Austriaci.

vicolo montebello

 

Via dei Mille

via dei mille

La via ricorda l'impresa che sotto la guida di Garibaldi portò alla distruzione dello stato borbonico e permise l'annessione della Sicilia e dell'Italia meridionale al resto dell'Italia. Garibaldi con poco più di mille volontari, tra cui il cairese G.C.Abba, partì da Quarto presso Genova nella notte tra il 4 e il 5 maggio 1860 e sbarcò pochi giorni dopo a Marsala. L'abilità e l'esperienza di Garibaldi, l'eroismo dei volontari, il sostegno delle popolazioni locali, le insurrezioni contro il regime borbonico permisero all'esigua colonna garibaldina di riportare una serie di vittorie. A settembre "l'eroe dei due mondi" entrava a Napoli e consegnava a Vittorio Emanuele II il regno del Sud.

 

Ponte Italia 61

Il ponte è stato costruito per il centenario dell'unificazione italiana avvenuta il 17 Marzo 1861 e a cui avevano dato il maggior contributo Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Camillo Benso conte di Cavour, oltre a numerosi altri patrioti. In realtà l'unità non era ancora compiuta: mancavano il Veneto e il Lazio con Roma. La capitale era Torino e il primo re d'Italia Vittorio Emanuele II.

ponte italia 61

 

Piazza XX Settembre

piazza XX settembre

Il 20 Settembre 1870, dopo un breve combattimento, un reparto di bersaglieri entrò nella città di Roma, aprendosi un varco presso Porta Pia. Le truppe papaline non reagirono e il papa si ritirò nella città del Vaticano. Finiva così il potere temporale della Chiesa durato circa mille anni e Roma diventava capitale d'Italia.

 

Via Roma

Un tempo via Roma si chiamava via Maestra poiché era, ed è tuttora, la via centrale dove si affacciano i più bei palazzi e le più belle piazzette della città. Assunse il nome attuale dopo che nel 1870 Roma, fino ad allora capitale dello Stato Pontificio, divenne capitale d'Italia.

via roma

 

 

Corso Italia

corso italia

Ogni città italiana, e Cairo non fa eccezione, ha intitolato una via al nome della propria nazione per la cui unificazione si sono battuti con le parole, gli scritti, le armi tanti Italiani, spesso pagando cori la vita il loro patriottismo.

 

Piazza Celso Stallani (e Via)

Piazza Stallani è una delle due piazze del centro storico che esistevano quando ancora le mura cingevano il vecchio borgo. Celso Stallani nacque a Cairo intono al 1785. Fu capitano dell'esercito e, dopo l’ insuccesso dei moti carbonari del 1821, egli, con altri amici cairesi, diede ospitalità e aiuto agli insorti in fuga tra cui Santorre di Santarosa. Con il testamento del 24 marzo 1821, che precedette di pochi giorni la sua morte, destinò due terzi del suo patrimonio in beneficenza, in particolare per fornire di una dote le giovani povere e di sussidi i giovani con attitudini allo studio.

piazza Stallani

 

Piazza Sabotino

piazza sabotino

Sabotino è un monte delle Prealpi Giulie sulla destra dell'Isonzo, uno dei pilastri della difesa di Gorizia durante la 1° guerra mondiale; fu tra i più difficili e ardui ostacoli affrontati dall'esercito italiano nelle operazioni dell'Isonzo, parve imprendibile e frustrò per un anno gli attacchi delle nostre fanterie. Cadde in 38 minuti il 6 agosto 1916 in un improvviso attacco dei fanti di una brigata della 45° divisione comandati da Pietro Badoglio, allora tenente colonnello.

 

Viale Vittorio Veneto

Presso questa città in provincia di Treviso tra il 24 ottobre e il 3 novembre 1918 si svolse una battaglia contro gli Austriaci; essa vide la vittoria degli Italiani, portò alla conclusione della 1° guerra mondiale sul fronte italo-austriaco e contribuì alla vittoria dell'Intesa.

viale vittorio veneto

 

Via 4 Novembre

via 4 novembre

Questa via venne così intitolata per ricordare l'armistizio stipulato tra l’Austria e l'Italia nel 1918 che concluse la 1° guerra mondiale iniziata il 28 giugno 1914. A questo conflitto avevano partecipato soldati di molte nazioni che combatterono per anni nel fango delle trincee. L'Italia si schierò con l'Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia e poi Stati Uniti) il 24 maggio 1914 e le operazioni belliche si svolsero sul fronte nord-orientale del Veneto e del Carso.

 

Via Cavalieri di Vittorio Veneto

La via vuole commemorare tutti coloro che durante la guerra '15-'18 soffrirono nelle trincee e dettero anni della loro giovinezza e della loro vita in un conflitto atroce che provocò la morte di 600.000 italiani. I superstiti, a distanza di molti anni, ottennero l'onorificenza di Cavalieri di Vittorio Veneto.

via cavalieri di vittorio veneto

 

Via Cesare Battisti

via cavalieri di vittorio veneto

Uomo politico trentino e patriota dell'irredentismo italiano, durante il periodo universitario a Firenze aderì al socialismo e divenne convinto assertore della necessità di sottrarre il Trentino all'Austria. Eletto deputato al parlamento austriaco, allo scoppio della 1° guerra mondiale passò a Milano e nel maggio del 1915 si arruolò nell'esercito italiano. Catturato dagli Austriaci, dopo un sommario processo, venne impiccato come traditore il 12 luglio 1916 nel castello del Buon Consiglio di Trento.

 

Via Borreani Dagna

Nacque nel 1895 a Cairo, frequentò il liceo di Carcare allora diretto dai padri Scolopi e si iscrisse alla Facoltà di Lettere di Genova. Partecipò alla 1° guerra mondiale e combatté sul Carso dove morì durante una battaglia il 19 giugno 1917 a soli 22 anni.

via Borreani Dagna

 

Via Carlo Lavagna

via lavagna

Combatté col grado di capitano nelle trincee del Carso dove morì.

 

Via Fratelli Francia

Il sergente maggiore Angelo Francia e il caporale Ettore Francia parteciparono alla 1° guerra mondiale ed entrambi i fratelli caddero al fronte.

via Francia

 

Via Fratelli Franzino

via Franzino

Altri due fratelli, Enrico Pio e Cesare Giovanni, caddero durante la guerra del '15 -'18.



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