Corso Giuseppe Mazzini
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Uomo politico e patriota, nacque a Genova nel 1805. Affiliato alla Carboneria, fu arrestato, incarcerato a Savona e poi costretto all'esilio durante il quale fondò una nuova società segreta, |
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Corso Goffredo Mameli
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Patriota, autore dell'inno Fratelli d'italia, l'inno ufficiale della Repubblica italiana, è una delle figure più rappresentative del Risorgimento italiano. Rivoluzionario e mazziniano, prese parte alle manifestazioni liberali di Genova del 1847 e nel 1848, comandò un reparto di trecento giovani volontari genovesi nella 1° guerra di Indipendenza. Al seguito di Garibaldi, fu ferito sul Gianicolo durante la difesa della Repubblica Romana e morì poco dopo a soli 22 anni. |
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Via Camillo Cavour
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Nato nel 1810, cadetto della nobile famiglia dei marchesi di Cavour di Chieri, fu ufficiale dell'esercito regio e in seguito, lasciato il servizio, si dedicò agli affari e agli studi di economia e di politica. Molto importanti furono i suoi viaggi a Parigi e a Londra, centri della moderna vita economica. Fu ministro dell'agricoltura, del commercio, delle finanze e presidente del consiglio nel 1852. Applicando i principi del liberalismo, si impegnò a fare del regno sabaudo uno stato moderno in campo economico e finanziario. Si assicurò l'alleanza della Francia nella 2° guerra d'indipendenza contro l'Austria e la sua politica moderata e liberale ne fece uno degli artefici dell'unificazione italiana. Morì nel giugno del 1861, poco dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia. |
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Piazza Giuseppe Garibaldi
Massimo eroe dell'indipendenza italiana, nacque a Nizza nel 1807. Implicato in una congiura mazziniana, riparò in America Latina dove combatté per l'indipendenza di quei Paesi, finché i moti italiani del 1848 lo richiamarono in patria. Quell'anno si batté in Lombardia e nel Trentino e nel |
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Via Aurelio Saffi
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Nacque a Forlì nel 1819. Fu patriota e seguace di Mazzini, prese parte alla fondazione della Repubblica Romana che resse con Mazzini e Armellini fino alla sua caduta nel 1849. Andò poi in esilio a Londra. Dopo l'Unità fu per breve tempo deputato al Parlamento italiano. Negli ultimi anni della sua vita si dedicò agli studi e insegnò all'Università di Bologna. Morì nel 1890. |
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Via Fratelli Cairoli
I Cairoli furono una famiglia di patrioti, sia il padre Carlo, sia i numerosi fratelli: Benedetto partecipò ai moti del 1848, alla 1°, alla 3° guerra d'indipendenza e alla spedizione dei Mille. Fu poi Presidente del Consiglio della Sinistra; Ernesto cadde nella 2° guerra d'indipendenza; Luigi morì di tifo durante una spedizione in Sicilia; Enrico e Giovanni furono, uno ucciso e l'altro gravemente ferito, a Villa Glori nella difesa di Roma. |
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Vicolo Goito
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A Goito, in provincia di Mantova, venne combattuta una battaglia nel 1848, durante la 1° guerra di indipendenza, tra i Piemontesi comandati dal re Carlo Alberto e gli Austriaci di Radesky; lo scontro fu vinto dai Piemontesi, ma l'andamento della guerra fu poi sfavorevole ai Savoia che persero ogni territorio conquistato e il confine tornò al Ticino. |
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Via Palestro
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In questa località in provincia di Pavia il 31 maggio 1859 si svolse una battaglia risorgimentale: i Franco-Piemontesi, guidati da Napoleone III e da Vittorio Emanuele II, vinsero le truppe Austriache e la vittoria aprì loro le porte di Milano. |
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Via Solferino
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Ricorda una battaglia vinta dai Franco-Piemontesi contro gli Austriaci nel 1859 durante la 2° guerra d'indipendenza. Con la battaglia di Solferino e San Martino, località della zona del Garda, i Piemontesi conquistarono la Lombardia. Fu durante quelle due sanguinose battaglie che nacque la Croce Rossa Internazionale. |
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Vicolo Montebello
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Via dei Mille
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La via ricorda l'impresa che sotto la guida di Garibaldi portò alla distruzione dello stato borbonico e permise l'annessione della Sicilia e dell'Italia meridionale al resto dell'Italia. Garibaldi con poco più di mille volontari, tra cui il cairese G.C.Abba, partì da Quarto presso Genova nella notte tra il 4 e il 5 maggio 1860 e sbarcò pochi giorni dopo a Marsala. L'abilità e l'esperienza di Garibaldi, l'eroismo dei volontari, il sostegno delle popolazioni locali, le insurrezioni contro il regime borbonico permisero all'esigua colonna garibaldina di riportare una serie di vittorie. A settembre "l'eroe dei due mondi" entrava a Napoli e consegnava a Vittorio Emanuele II il regno del Sud. |
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Ponte Italia 61
Il ponte è stato costruito per il centenario dell'unificazione italiana avvenuta il 17 Marzo 1861 e a cui avevano dato il maggior contributo Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Camillo Benso conte di Cavour, oltre a numerosi altri patrioti. In realtà l'unità non era ancora compiuta: mancavano il Veneto e il Lazio con Roma. La capitale era Torino e il primo re d'Italia Vittorio Emanuele II. |
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Piazza XX Settembre
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Il 20 Settembre 1870, dopo un breve combattimento, un reparto di bersaglieri entrò nella città di Roma, aprendosi un varco presso Porta Pia. Le truppe papaline non reagirono e il papa si ritirò nella città del Vaticano. Finiva così il potere temporale della Chiesa durato circa mille anni e Roma diventava capitale d'Italia. |
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Via Roma
Un tempo via Roma si chiamava via Maestra poiché era, ed è tuttora, la via centrale dove si affacciano i più bei palazzi e le più belle piazzette della città. Assunse il nome attuale dopo che nel 1870 Roma, fino ad allora capitale dello Stato Pontificio, divenne capitale d'Italia. |
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Corso Italia
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Ogni città italiana, e Cairo non fa eccezione, ha intitolato una via al nome della propria nazione per la cui unificazione si sono battuti con le parole, gli scritti, le armi tanti Italiani, spesso pagando cori la vita il loro patriottismo. |
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Piazza Celso Stallani (e Via)
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Piazza Sabotino
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Sabotino è un monte delle Prealpi Giulie sulla destra dell'Isonzo, uno dei pilastri della difesa di Gorizia durante la 1° guerra mondiale; fu tra i più difficili e ardui ostacoli affrontati dall'esercito italiano nelle operazioni dell'Isonzo, parve imprendibile e frustrò per un anno gli attacchi delle nostre fanterie. Cadde in 38 minuti il 6 agosto 1916 in un improvviso attacco dei fanti di una brigata della 45° divisione comandati da Pietro Badoglio, allora tenente colonnello. |
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Viale Vittorio Veneto
Presso questa città in provincia di Treviso tra il 24 ottobre e il 3 novembre 1918 si svolse una battaglia contro gli Austriaci; essa vide la vittoria degli Italiani, portò alla conclusione della 1° guerra mondiale sul fronte italo-austriaco e contribuì alla vittoria dell'Intesa. |
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Via 4 Novembre
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Questa via venne così intitolata per ricordare l'armistizio stipulato tra l’Austria e l'Italia nel 1918 che concluse la 1° guerra mondiale iniziata il 28 giugno 1914. A questo conflitto avevano partecipato soldati di molte nazioni che combatterono per anni nel fango delle trincee. L'Italia si schierò con l'Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia e poi Stati Uniti) il 24 maggio 1914 e le operazioni belliche si svolsero sul fronte nord-orientale del Veneto e del Carso. |
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Via Cavalieri di Vittorio Veneto
La via vuole commemorare tutti coloro che durante la guerra '15-'18 soffrirono nelle trincee e dettero anni della loro giovinezza e della loro vita in un conflitto atroce che provocò la morte di 600.000 italiani. I superstiti, a distanza di molti anni, ottennero l'onorificenza di Cavalieri di Vittorio Veneto. |
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Via Cesare Battisti
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Uomo politico trentino e patriota dell'irredentismo italiano, durante il periodo universitario a Firenze aderì al socialismo e divenne convinto assertore della necessità di sottrarre il Trentino all'Austria. Eletto deputato al parlamento austriaco, allo scoppio della 1° guerra mondiale passò a Milano e nel maggio del 1915 si arruolò nell'esercito italiano. Catturato dagli Austriaci, dopo un sommario processo, venne impiccato come traditore il 12 luglio 1916 nel castello del Buon Consiglio di Trento. |
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Via Borreani Dagna
Nacque nel 1895 a Cairo, frequentò il liceo di Carcare allora diretto dai padri Scolopi e si iscrisse alla Facoltà di Lettere di Genova. Partecipò alla 1° guerra mondiale e combatté sul Carso dove morì durante una battaglia il 19 giugno 1917 a soli 22 anni. |
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Via Carlo Lavagna
Combatté col grado di capitano nelle trincee del Carso dove morì. |
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Via Fratelli Francia
Il sergente maggiore Angelo Francia e il caporale Ettore Francia parteciparono alla 1° guerra mondiale ed entrambi i fratelli caddero al fronte. |
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Via Fratelli Franzino
Altri due fratelli, Enrico Pio e Cesare Giovanni, caddero durante la guerra del '15 -'18. |
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