Via Alba
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Alba è una città del Piemonte in provincia di Cuneo fondata dai Liguri. Oggi è famosa in tutto il mondo per la produzione di vini pregiati, per i tartufi bianchi e per aver dato i natali a Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano. Noi ragazzi pensavamo che Cairo gli avesse dedicato una via perché, soprattutto nel passato, i contadini delle nostre zone andavano ad Alba per fiere e mercati e comunque essa era un centro agricolo molto conosciuto. Invece, nel corso della nostra ricerca, abbiamo scoperto che ha meritato questo onore non per motivi culturali o economici, ma per aver ricevuto la Medaglia d'oro della Resistenza. |
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Via Bologna
Bologna, come tutti sanno, è capoluogo regionale dell'Emilia Romagna, molto lontana da Cairo anche per storia e per vita economica e culturale con cui quindi non vi sono apparentemente legami. Ancora una volta è la lotta partigiana per la libertà che le accomuna: anche Bologna è stata insignita della Medaglia d'oro della Resistenza. |
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Via Cuneo
Cuneo, capoluogo piemontese della provincia granda, nel passato ha avuto molto in comune con il nostro territorio: valori sociali, cultura, dialetto e rapporti economici. Nel periodo resistenziale Cuneo e Cairo hanno condiviso le lotte e i sacrifici per la riconquista della libertà. Cuneo è Medaglia d'oro della Resistenza.
Via Genova
Genova, capoluogo della Liguria, fu antica capitale della Repubblica Ligure; dal Medioevo è il più importante porto mediterraneo, con stretti legami anche con la Valbormida; questo, secondo noi, poteva giustificare l'intitolazione della via. Anche in questo caso si trattava invece di un legame nato da ideali comuni: Genova è città Medaglia d'oro della Resistenza.
Via Modena
Modena è capoluogo di provincia dell'Emilia Romagna ricca di monumenti e opere d'arte; come Bologna ha un solo legame con Cairo, ma molto importante, perché ad esso dobbiamo la nostra libertà di oggi: ha lottato e ha pagato un grande tributo di sangue nella lotta partigiana per cui anche ad essa è stata assegnata la Medaglia d'oro della Resistenza.
Via Torino
Torino, capoluogo del Piemonte, è stata capitale del Regno dei Savoia e, per pochi anni, anche capitale d'Italia. Certamente la dominazione sabauda ha creato una stretto legame con le nostre zone, ma il motivo per cui gli è stata assegnata una via a Cairo è l'aver ricevuto la Medaglia d'oro della Resistenza. |
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Via Brigate Partigiane
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La via ricorda una formazione dell'esercito partigiano che era composto da: brigate, squadre, divisioni e distaccamenti. Nella nostra zona operava la Brigata autonoma Savona, poi Fumagalli, del comandante Bacchetta, Dotta Giuseppe di Dego. |
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Corso Martiri della Libertà
Questa via è stata dedicata a tutte quelle persone che nei paesi Europei dominati da governi nazifascisti durante la 2° guerra mondiale si sacrificarono in nome della libertà. Infatti dovunque, dalla Polonia alla Francia, dal Belgio alla Grecia, dalla Russia alla Jugoslavia, dai Paesi Bassi all'Italia, dalla Cecoslovacchia ai Paesi Scandinavi ci furono dei movimenti di guerriglia o formazioni clandestine che combattevano contro le dittature e il dominio straniero e molti di coloro che ne facevano parte pagarono con la vita la loro scelta. |
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Vie Medaglie D’Oro
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In questa via sono stati eretti due cippi che ricordano 9 martiri della Resistenza: nel gennaio 1944 quattro partigiani della divisione Garibaldi furono catturati nel corso di un rastrellamento a Cortemilia e fucilati lungo questa strada. Tre mesi dopo toccò a quattro ufficiali della brigata Mauri catturati a Val Casotto durante uno scontro a fuoco, portati a Cairo nella sede del comando nazifascista - l'attuale edificio della polizia penitenziaria - torturati per un mese e infine fucilati. Nel settembre dello stesso anno un altro partigiano, ex ufficiale del vecchio esercito, venne catturato durante un rastrellamento, a lungo torturato e poi fucilato in località Vesime. I cinque ufficiali furono insigniti della medaglia d'oro al valor militare. |
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Via della Resistenza
Questa strada è stata così intitolata poiché fu percorsa da molte persone, appartenenti a classi sociali diverse, che andavano ad arruolarsi nelle formazioni partigiane. |
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Via Francesco Arpione
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Caduto sul fronte greco-slavo durante la 2° guerra mondiale |
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Via Annibale Artisi
Uomo della Resistenza, caduto durante la sua lotta per la libertà. |
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Via Remo Briata
Remo Bríata proveniva dalla Marina Militare; per breve tempo prestò servizio presso gli uffici della G.N.R. a Savona, ma ben presto entrò nella Resistenza. Con altri compagni che lo seguirono formò un distaccamento in località Ravagni, a due passi da Pianelazzo dove era la brigata autonoma Savona del comandante Dotta Giuseppe di Dego, Barchetta. Accerchiato dalla G.N.R., e dopo ore di combattimento, esaurite le munizioni, fu costretto alla resa insieme ai suoi partigiani. Alcuni di loro vennero massacrati all'istante, a Castelletto Uzzone, gli altri, tranne i tre sopravvissuti, furono uccisi nel cimitero di Monesiglio, sulle rive della Bormida.
Via Giuseppe Fedele
Ex carabiniere, dopo aver trascorso la notte in un cascinale, mentre tentava di raggiungere la formazione partigiana, venne colpito a morte dai fascisti guidati da una spia.
Via Guido Ferraro
Partigiano del distaccamento Briata Gallesio con sede a Castelletto Uzzone, avrebbe potuto mettersi in salvo e guadagnare la libertà, ma preferì rimanere con i suoi compagni a combattere contro la GNR fino alla resa che giunse per l'esaurirsi delle munizioni. Aveva solo 16 anni quando venne fucilato, dopo aver visto morire tutti i suoi compagni nel cimitero di Monesiglio. Un solo partigiano del gruppo, Salvatore Pellizzieri ex carabiniere, non venne subito ucciso ma, trascinato fino al ponte di ferro sulla Bormida, fu appeso ad un uncino.
Salita Livio Ferraro (Lupo)
Fra i primissimi capi partigiani, dopo l'8 settembre fu a capo della brigata Casotto che subì un pesante rastrellamento nel marzo del '44 e con i superstiti a Pianelazzo contribuì a dar vita alla brigata autonoma Savona. Mentre si spostava in zona partigiana, con una squadra del suo distaccamento, cadde in un'imboscata nel marzo del 1945; riuscì a mettere in salvo gli altri, ma egli venne investito da una raffica mortale. Morì in località Pian Lurè, sul ciglio sinistro della via che da Cairo porta alla valle Funga. Gli è stata assegnata la medaglia d'argento alla memoria. |
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Via Eugenio Fumagalli
Eugenio Fumagalli, di professione medico, il cugino Carlo (Rube) e altri giovani di Cairo raggiunsero Pezzolo dove entrarono a far parte della brigata Savona che in seguito diventerà divisione Fumagalli appartenente alle formazioni autonome delle Langhe. Nene si distinse in diverse azioni di guerriglia fino al difficile inverno del '44: neve abbondante e clima molto rigido impedivano ai partigiani di opporsi ai rastrellamenti e alla valanga di fuoco dei tedeschi (gli anglo-americani non avanzavano ed erano attestati sulla linea gotica). Il freddo, la fatica e la denutrizione fiaccarono la resistenza di Nene che morì di polmonite fulminante in un cascinale della valle Ferrera.
Passerella Giuseppe Milano (Tom)
Il partigiano Tom fu attaccato con i suoi compagni da forze nazifasciste. Dopo alcune ore di scontro armato riportò una ferita al braccio destro. Prima di recarsi al suo comando per essere medicato, con la sua arma automatica coprì la ritirata dei suoi partigiani. Ha ricevuto la medaglia d'argento al valore.
Via Andrea Pighini
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Caduto durante la guerra di Liberazione (1943-1945) |
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Via Umberto Sciutto (Saetta)
Durante la guerra prestava servizio militare nell'entroterra di Sanremo e dopo l'8 settembre '43 raggiunse i nuclei partigiani in località Isola Bona. Durante un rastrellamento venne fatto prigioniero dai nazifascisti; riuscì a fuggire e a raggiungere i suoi compagni, ma successivamente in uno scontro a fuoco cadde di nuovo in mano ai fascisti che, dopo averlo a lungo torturato, gli fecero scavare la fossa e lo fucilarono nel cimitero di Isola Bona assieme ad altri partigiani; per impedirne il riconoscimento il suo volto venne orribilmente sfigurato. A Liberazione avvenuta la giovane fidanzata consegnerà ai genitori il biglietto scritto da Saetta prima di essere ucciso "Ai miei cari genitori che ho sempre amato, non pensate più a me che muoio da martire"
Via Cornelio Anselmi
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Cornelio Anselmi nacque a Cairo nel 1884. Partecipò alla 1° guerra mondiale e subì la prigionia nel campo di concentramento di Mathausen. Nel 1920 fu eletto consigliere comunale e quindi assessore, contribuendo alla costruzione di alcune importanti opere: la strada Cairo-Scaletta, le scuole di Camponuovo e di Carnovale, il sistema fognario e gli argini del fiume Bormida. Durante la Resistenza fece parte del CLN e dopo il 25 aprile riprese l'attività politico-amministrativa nelle file del partito socialista e ricoprì la carica di vice-sindaco. Gli è stato dedicato il viale della Lea, un tempo via della Rimembranza. |
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Largo Caduti e Dispersi di Russia
Questo spazio è stata intitolato ai caduti e ai dispersi della campagna di Russia, avvenuta durante il 2° conflitto mondiale. In Russia l'armata italiana, l’Armir, aveva inviato circa 229.000 uomini che partirono nel giugno del '41 e i reduci furono meno della metà dei soldati inviati: morirono per il freddo e la scarsità di cibo oltre che per mano dell'Armata Rossa, durante l'inverno del 1943. Soldati e ufficiali combatterono una guerra che non era la loro, ma non vennero mai meno al loro dovere e soprattutto, a differenza delle atrocità commesse dall'alleato tedesco, si distinsero per la lealtà e per il rispetto verso il popolo russo ingiustamente aggredito. Molti di coloro che si salvarono, al rientro in Italia, andarono ad ingrossare le file partigiane. |
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Via XXV Aprile
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Piazza della Vittoria
Precedentemente chiamata piazza delle Vittorie, fu ribattezzata della Vittoria perché si volle ricordare con questa denominazione non tanto le vittorie in guerra dell'Italia, ma la conquista della libertà e della democrazia a seguito della lotta di Liberazione del 2° conflitto mondiale. |
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Via 2 Giugno
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Ricorda il referendum indetto il 2 giugno 1946 in cui veniva chiesto ai cittadini italiani, finalmente liberi, di scegliere se mantenere la monarchia o istituire una repubblica. Alla votazione partecipavano, per la prima volta nella storia del paese, anche le donne. Prevalsero i voti a favore della repubblica e il re, Umberto II di Savoia, venne esiliato. |
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Via della Repubblica
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Con questa via l'Amministrazione Comunale del dopoguerra ha voluto sottolineare il valore del nostro ordinamento politico espressione della volontà democratica del popolo italiano. |
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Via 1° Maggio
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Il 1° maggio è la giornata internazionale del lavoro perché nel 1886 a Chicago, negli Stati Uniti, vennero uccisi degli operai, a causa di un attentato a loro ingiustamente attribuito. La via assunse questo nome solo nel dopo-guerra dopo l'avvento di amministrazioni democratiche. |
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